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Cessione del credito per l’ecobonus ed il sismabonus: come funziona!

 

 
L’Agenzia delle Entrate afferma che la misura agevolativa prevede che il singolo condomino possa cedere, in tutto o in parte, la propria “porzione” di detrazione, per gli interventi effettuati sulle parti comuni del fabbricato, a chi ha svolto i lavori o a privati.
 
Il contribuente che opta per la cessione, se i dati non sono già contenuti nella delibera condominiale che ha approvato l’esecuzione dei lavori e le quote imputabili ai singoli, comunica all’amministratore, entro il 31 dicembre dell’anno in cui in cui è stata sostenuta la spesa, l’avvenuta cessione del credito e la relativa accettazione da parte del cessionario, indicando la denominazione e il codice fiscale del beneficiario, oltre al proprio nome, cognome e codice fiscale.
 
L’amministratore, a sua volta, entro il 28 febbraio dell’anno successivo, deve comunicare all’Agenzia delle entrate l’accettazione del cessionario e consegnare al condomino la certificazione delle spese a lui imputabili, indicandogli anche il protocollo telematico con cui ha effettuato la segnalazione all’Amministrazione finanziaria. In caso contrario, ribadisce la risoluzione, la cessione è inefficace.
 
Cessione ecobonus e sismabonus: le tempistiche della fruizione
 
L’Agenzia ha sottolineato che ritiene non rilevante la forma utilizzata per procedere alla cessione del credito: l’unica condizione imprescindibile è che l’amministratore del condominio (o, nei casi previsti, il condomino incaricato), comunichi all’Agenzia delle entrate l’avvenuto trasferimento del bonus.
 
Chi lo ha acquisito ne può disporre dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il cedente ha sostenuto la spesa. Può utilizzarlo in compensazione o, a sua volta, cederlo tutto o in parte, dandone comunicazione all’Agenzia attraverso apposite funzionalità telematiche.
 
Cessione del credito: non è necessario registrare l’atto
 
Secondo l’Agenzia, l’atto di cessione, anche se redatto in forma scritta, è esonerato dall’obbligo di registrazione, così come tutti gli atti e documenti relativi all’attuazione del rapporto tributario.
 
Il diritto alla detrazione, infatti, è un elemento di tale rapporto, derivante dall’applicazione di una norma tributaria ed esercitato al momento della liquidazione dell’imposta. E la sua cessione non comporta il venir meno di tali caratteristiche, in quanto, per il suo tramite, “il legislatore consente, semplicemente, l’utilizzo del credito corrispondente alla detrazione ad un soggetto diverso dal titolare della posizione tributaria che ha dato origine alla detrazione”.
 
Niente obbligo di registrazione, infine, anche nel caso di cessione redatta in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata.