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Super investimenti grazie al bonus recupero edilizio e riqualificazione energetica

 

 
Le detrazioni fiscali per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica hanno sempre avuto un forte impatto sul mercato ed in particolare nel settore dell’edilizia.
 
Le spese sostenute per la realizzazione di interventi di recupero edilizio – come le ristrutturazioni, il restauro, il risanamento e così via-, effettuati su edifici abitativi, fruiscono di una detrazione fiscale del  50% per i lavori eseguiti entro il 31 dicembre 2018.
 
Anche le spese per interventi finalizzati alla riqualificazione energetica di fabbricati appartenenti a qualsiasi categoria, sia abitativi che strumentali, fruiscono di una detrazione fiscale, confermata dalla nuova legge di Bilancio 2019, che si applica nella misura del 65%.

 
Le leggi di Bilancio 2017 e 2018, oltre a prorogare l’applicazione delle detrazioni per i rispettivi anni, hanno introdotto importanti innovazioni con riferimento agli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, i cui effetti allo stato non è risultato possibile quantificare in forma disaggregata, ma che sono compresi nel volume complessivo degli investimenti incentivati.
 
Ricordiamo, infatti, che il disegno di legge di bilancio 2019 (articoli 11 e 12), attualmente all’esame del Senato, prevede la proroga per tutto il 2019 delle detrazioni spettanti per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia e sistemazione a verde di aree scoperte di immobili privati a uso abitativo.
 
Il dossier del Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio)

 
Al riguardo si segnala il dossier della Camera dei Deputati: “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, una stima dell’impatto delle misure di incentivazione“.
 
Il documento è stato predisposto in collaborazione con il Cresme , su richiesta della Commissione Ambiente, e rappresenta l’aggiornamento degli studi precedenti a partire dal 2013.
 
Obiettivo
 
Il dossier ha lo scopo di fornire una stima dell’impatto delle detrazioni fiscali per il recupero e la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, aggiornando il dato a consuntivo relativo al 2017, mentre i dati riguardanti il 2018 si basano su proiezioni a partire dalle rilevazioni riguardanti i primi otto mesi dell’anno.
 
Contenuti
 
Il documento, oltre a fare il punto della situazione degli investimenti grazie ai bonus fiscali, contiene anche un’analisi circa l’articolazione Regione per Regione del ricorso agli incentivi per gli interventi di recupero edilizio e riqualificazione energetica, basata sui dati relativi agli importi portati in detrazione nelle dichiarazioni dei redditi dal 2010 al 2017.
 
Una prima parte riguarda:
 
– Le detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio e la riqualificazione energetica: l’evoluzione normativa,
– Le detrazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio,
– Le detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica,
– L’attività parlamentare non legislativa.
 
La seconda, a cura del Cresme, riguarda
 
– Il peso dell’attività di rinnovo del patrimonio esistente nel mercato delle costruzioni nel 2017
– Stima dell’impatto degli incentivi fiscali in termini di investimenti nel periodo 1998-2018
–  Stima dell’impatto sull’occupazione degli investimenti incentivati fiscalmente nel periodo 2011-2018
– Stima dell’impatto economico-finanziario degli incentivi fiscali nel periodo 1998-201
 
Chiude un’Appendice – Nota metodologica
 
– La stima delle risorse investite,
– La stima dell’impatto economico-finanziario (capitolo 5).

I dati

Nel dossier aggiornato emerge che gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica hanno interessato dal 1998 al 2018 17,8 milioni di interventi, ossia oltre il 57% delle abitazioni italiane stimate dall’Istat (31,2 milioni) per investimenti pari a 292,7 miliardi di euro.

Il dato a consuntivo per il 2017 indica un volume di investimenti pari a 28 106 milioni di euro veicolati dagli incentivi, riconducibili a:

– 3.724 milioni di euro per la riqualificazione energetica,
– 24.382 milioni di euro per il recupero edilizio.

Invece, le previsioni per il 2018 indicano un volume di spesa complessivo pari a 28 587 milioni di euro, superiore ai livelli del 2017, di cui:

– 3 549 milioni di euro per la riqualificazione energetica,
–  25 038 milioni per il recupero edilizio.

I dati confermano, quindi, che le misure di incentivazione hanno attivato importanti volumi di investimenti a partire dal 2013, in corrispondenza della maggiorazione delle aliquote.

Dal documento emerge anche che le misure incentivanti e di incentivazione fiscale hanno avuto e continuano ad avere un rilevante impatto sull’occupazione: nel 2018 le stime parlano di 426 745 occupati (284 497 diretti e 142 248 nell’indotto).

Inoltre, i 202,4 miliardi di euro attivati dagli incentivi nel periodo 2011-2017 hanno attivato:

– oltre 2 milioni di occupati diretti nel settore del recupero edilizio e della riqualificazione energetica,
– 1 milione di occupati indiretti nelle industrie e nei servizi collegati.