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Arrivata la nuova guida Inail per la protezione attiva antincendio!

 
Il titolo della guida Inail relativa ad alcuni aspetti del Codice di prevenzione incendi contenuti nella sezione S – Strategia antincendio, suddivisa in dieci capitoli dedicati alle misure di riduzione del rischio di incendio – è “La protezione attiva antincendio”, e approfondisce molti argomenti interessanti.
 
La guida, nello specifico, si focalizza su:
 
S.6 – presidi e impianti che possono controllare lo sviluppo di un incendio (estintori, reti di idranti e impianti di controllo e spegnimento)
 
S.7 – impianti di rivelazione e allarme antincendio (IRAI)

S.8 – sistemi per il controllo, l’evacuazione o lo smaltimento di fumo e calore.
 
La collaborazione tra Inail, Università Sapienza di Roma, Vigili del Fuoco e Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha dato vita al documento, che contiene esempi di selezione e progettazione di alcune tipologie di impianti e presidi di protezione attiva.
 

La misure di prevenzione

 
Come è noto la progettazione e la messa in atto di misure di prevenzione e di protezione deve portare ad un’attenuazione del rischio incendio sino a livelli che si possano considerare accettabili.

 
Le misure di prevenzione, naturalmente, sono preferibili alle misure di protezione ma le prime, da sole,  spesso non riescono a ridurre il rischio di incendio sino a livelli accettabili, pertanto è necessario ridurre il livello di rischio attraverso anche misure di protezione,  che svolgono la funzione di mitigazione degli effetti dell’incendio quando esso si manifesta nell’attività oggetto di progettazione.
 
Le misure di protezione si dividono in due grandi famiglie:
 
– Misure di protezione passiva,

– misure di protezione attiva.
 
La prima famiglia ricomprende tutti i sistemi, accorgimenti costruttivi e materiali che possiedono una caratteristica intrinseca di comportamento all’incendio, come, ad esempio, i materiali caratterizzati da un grado di reazione al fuoco o gli elementi costruttivi che hanno una determinata classe di resistenza al fuoco.
 
La definizione di misura di protezione attiva, invece, vede nella letteratura tecnica di settore due differenti scuole di pensiero:
 
– la prima definisce una misura di protezione attiva contro l’incendio qualsiasi sistema, presidio o prodotto che per funzionare in caso di incendio debba necessariamente ricevere una attivazione manuale da parte di un operatore o una attivazione automatica da parte di un impianto.
 
– l’altra scuola di pensiero, cui gli autori si riferiscono, definisce una misura di protezione attiva qualsiasi misura che, attivandosi in caso di incendio, possa influenzare lo sviluppo dell’incendio: le misure attivandosi tenderanno a controllare o spegnere l’incendio come, ad esempio, gli impianti manuali di idranti o impianti automatici di controllo o spegnimento dell’incendio, ma anche impianti e sistemi destinati a gestire o controllare i prodotti della combustione, fumo e calore in caso di incendio.
 
In conclusione, le misure di protezione attiva sono quelle:
 
– Capaci di sorvegliare gli ambenti di una attività per accorgersi prima possibile dell’insorgere di un incendio e di allarmare gli occupanti per l’esodo o per le misure gestionali previste in relazione all’emergenza incendio appena rilevata/rivelata (a seconda del tipo di impianto).
 
– Che possono controllare, sia manualmente che automaticamente, lo sviluppo dell’incendio e, in casi specifici, riuscire anche a spegnerlo.
 
– Che siano in grado di gestire il fumo ed il calore prodotti da un incendio.
 

La guida Inail

 
Il documento è suddiviso in 13 capitoli, 13 casi studio e 3 appendici.
 
I capitoli sono i seguenti:

  1. Obiettivi
  2. Introduzione
  3. La protezione antincendio
  4. La normativa italiana
  5. L’incidenza degli impianti di protezione attiva nel procedimento di prevenzione incendi
  6. La figura del professionista antincendio
  7. L’impiego dei prodotti per uso antincendio
  8. Controllo dell’incendio
  9. Le soluzioni fornite dal Codice: la misura antincendio S.6
  10. Rivelazione ed allarme
  11. Le soluzioni fornite dal Codice: misura antincendio S.7
  12. Controllo di fumi e calore
  13. Le soluzioni fornite dal Codice: la misura antincendio S.8

I casi studio invece sono:

  1. progetto di un impianto di spegnimento idrico ad idranti
  2. progetto di un impianto di spegnimento automatico a sprinkler
  3. determinazione della curva caratteristica di un impianto sprinkler in base all’area operativa sfavorita ed in corrispondenza del punto di calcolo
  4. progetto di un sistema antincendio water mist
  5. progetto di un impianto di spegnimento a gas inerte
  6. progetto di un impianto di spegnimento con aerosol a base di carbonato di potassio
  7. progetto di un sistema di estinzione a servizio di serbatoi di liquidi infiammabili
  8. progetto di un impianto di spegnimento a deplezione dell’ossigeno
  9. progetto di un IRAI a servizio di un piano magazzini
  10. progetto di un IRAI a servizio di un albergo
  11. progetto di un sistema di evacuazione naturale di fumo e calore (SENFC)
  12. progetto di un sistema di evacuazione forzata di fumo e calore (SEFFC)
  13. progetto della protezione attiva in un deposito intensivo di sostanze infiammabili.

Le appendici sono:
 
– A.1 Valutazione del tempo presumibile di attivazione degli erogatori sprinkler.

– A.2 Modellazione termica con FDS e CFAST – ipotesi incendio in un deposito di lavorati in legno controllo automatico dell’incendio ed azione della rivelazione fumi

– A.3 Valutazioni con la Fire Safety Engineering per l’adozione di un SEFFC quale misura alternativa 284 alla compartimentazione in un’attività soggetta al Codice