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Camper e roulotte: quando serve il permesso di costruire?

 

 
Con la sentenza n. 36481/2019 la Cassazione chiarisce i casi in cui è necessario il permesso di costruire per l’istallazione di camper, roulotte o di una casa mobile.
 
In particolare, se le “case mobili” hanno una destinazione duratura al soddisfacimento di esigenze abitative serve sempre il permesso di costruire
 
 mentre non è necessario il permesso di costruire nel caso di collocazione all’interno di una struttura ricettiva all’aperto, temporaneo ancoraggio al suolo, conformità alla normativa regionale di settore, destinazione alla sosta ed al soggiorno, necessariamente occasionali e limitati nel tempo, solamente dedicati a turisti.
 

I fatti in breve

 
La sentenza n. 36481/2019 fa riferimento alla proprietaria di un terreno su cui ha posizionato un prefabbricato modulare di 42 m², in parte poggiato su carrello, in parte su pali telescopici, formato da:
 
– due unità abitative arredate, con ingressi distinti, dotati di cucine, bagni e camere da letto,
– una terrazza esterna con parapetti in metalli a protezione e un’area pavimentata con mattoni autobloccanti.
 
Il Tribunale di Agrigento prima, e la Corte di Appello di Palermo poi, condannano la proprietaria poiché: “ometteva di fornire il prescritto preavviso allo sportello unico per l’edilizia“.
 
Avverso tali sentenze l’imputata propone ricorso per Cassazione, specificando che:
 

le opere realizzate, per un verso, sono di dimensioni ridotte e di tipo provvisorio e, quindi, non comporterebbero una modificazione significativa del territorio, e, per altro verso, sono funzionali a soddisfare bisogni primari.

 
Inoltre, aggiunge che:
 

la casa mobile non sarebbe stata destinata ad uso abitativo, ma solo a deposito o magazzino, in quanto non dotata di corrente elettrica e gas, né di sistema fognario ed allaccio idrico e provvista di ruote e gancio da traino, elementi che attesterebbero inequivocabilmente l’uso temporaneo della costruzione.
 
Sostiene poi che, a prescindere dalla natura dell’opera, troverebbe applicazione l’art. 5 della legge regionale n. 37/1985, secondo cui: “L’autorizzazione del sindaco sostituisce la concessione per (…) l’impianto di prefabbricati ad una sola elevazione non adibiti ad uso abitativo”.

 
Di conseguenza, ad avviso della ricorrente, la sosta o il parcheggio di una casa mobile non richiederebbe alcuna concessione; tutt’al più un’autorizzazione.
 

La decisione della Cassazione

 
Per la Cassazione il ricorso è inammissibile, condanna quindi la proprietaria al pagamento delle spese.
 
La Corte territoriale, dunque, ha correttamente applicato il principio secondo cui è configurabile il reato di costruzione edilizia abusiva  – art. 44, comma primo, lett. b), dpr n. 380/2001 – nell’ipotesi di installazione su un terreno, senza permesso di costruire, di strutture mobili quali camper, roulotte e case mobili, sia pure montate su ruote e non incorporate al suolo, aventi una destinazione duratura al soddisfacimento di esigenze abitative.
 
Si è parimenti precisato che integra il reato di costruzione edilizia abusiva la collocazione su un’area di una “casa mobile” con stabile destinazione abitativa, in assenza di permesso di costruire, perché quest’ultimo non è necessario, ai sensi dell’art. 3 del citato dpr (come modificato dalla legge 3 agosto 2013, n. 98 e dalla legge 23 maggio 2014, n. 80), per i soli interventi in cui ricorrono contestualmente i requisiti di cui al comma primo, lett. e 5), del predetto art. 3 (collocazione all’interno di una struttura ricettiva all’aperto, temporaneo ancoraggio al suolo, conformità alla normativa regionale di settore, destinazione alla sosta ed al soggiorno, necessariamente occasionali e limitati nel tempo, di turisti).
 
I giudici di merito hanno accertato che l’opera, seppur potenzialmente mobile e precaria, era fissata al terreno attraverso tubi telescopi posizionati alla base del terreno ed era corredata, nella parte esterna, da una terrazza con parapetti e una pavimentazione, da ciò logicamente desumendo che era destinata a soddisfare esigenze abitative di carattere duraturo, come tra l’altro dimostrato dal fatto che dal momento dell’installazione del fabbricato (settembre 2014) fino al giugno 2015 la casa mobile era rimasta in maniera stabile e perdurante sul fondo dell’imputata.