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La diagnosi energetica: come migliorare l’efficienza energetica di un edificio!

 

 
Sempre più spesso, oggi, si sente parlare di diagnosi energetica, una procedura articolata, effettuabile solo da personale esperto e competente, ma pochi sono consapevoli di come questa differenzi dalla certificazione energetica.
 
Parlando di diagnosi energetica è estremamente importante la figura dell’auditor, il cui ruolo consiste nell’indentificare le possibili opere di efficientamento, e quella del progettista, che deve definirne ed avviarne la successiva esecuzione.
 
Oggi come oggi l’esigenza dei termotecnici è quella di migliorare l’efficienza energetica degli edifici esistenti, operando sia sull’involucro edilizio sia sugli impianti tecnologici, in particolare quelli termici.
 
Se da una parte intervenire sui fabbricati esistenti, soprattutto nei casi dei  condomini di civile abitazione, è spesso complesso a causa dei numerosi vincoli esistenti, dall’altra è un’opportunità di qualificare il lavoro degli operatori impegnati, che dovranno realizzare:
 
• La diagnosi energetica del sistema edificio-impianto (documento di valutazione unico e inscindibile nei due componenti);

• La progettazione esecutiva degli interventieffi caci e convenienti, emersi dalla diagnosi energetica; se gli interventi riguardano sia l’involucro sia l’impianto, la progettazione deve essere integrata e procedere di pari passo;

• La validazione del progetto;

• La proposta tecnico-economica che comprenda le opportunità del caso, sia di carattere finanziario sia per l’ottenimento di contribuiti o di detrazioni fiscali;

• Il contratto tra le parti;

• La relazione tecnica inerente all’efficienza energetica nell’edilizia e a quanto altro di carattere amministrativo-procedurale, da redi-gere prima dell’inizio lavori, o in corso lavori, per dimostrare il rispetto di requisiti e prescrizioni previste dal legislatore;

• L’esecuzione dei lavori e le verifiche in corso d’opera;

• Il collaudo, il rilascio della documentazione di garanzia prevista dalla legge e delle pratiche tecnico-amministrative connesse agli interventi, oltre ad eventuale certificazione di qualità di carattere volontario.
 
Tutte le valutazioni successive, necessarie a valutare gli interventi da realizzare, devono basarsi sulla diagnosi energetica di cui al punto uno.
 
La diagnosi energetica è dunque uno strumento fondamentale per identificare le informazioni di carattere tecnico ed economico che condizionano la tipologia delle lavorazioni da intraprendere ed è quindi una procedura sistematica volta a:
 
– Fornire un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di un’attività o impianto indu-striale, o di servizi pubblici o privati;

– Individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici;

– Riferire in merito ai risultati.
 
Le figure del tecnico “diagnosta” e del progettista degli interventi individuati, assumono dunque un ruolo di assoluto primo piano.
 
Nel contesto del risparmio di energia e della tutela ambientale bisogna sottolineare che la componente economico-finanziaria, da considerarsi comunque come un elemento importante, non deve però sminuire l’importanza di quella tecnico-progettuale, soprattutto per quanto riguarda la diagnostica d’individuazione di interventi e di risparmi conseguibili.
 
È necessario inoltre che le diagnosi energetiche siano eseguite con la massima cura, predisponendo al meglio:
 
– i calcoli dei fabbisogni termici ed energetici per simulare la realtà oggetto d’analisi;

– la validazione del modello di simulazione attraverso un confronto diretto con i consumi storici;

– le simulazioni di interventi migliorativi da individuarsi in considerazione delle caratteristiche dell’edificio e dei relativi impianti;

– lo studio economico-finanziario degli interventi realizzabili, comprensivo dei tempi di rientro dei costi sostenuti;

– la relazione tecnica riassuntiva di quanto svolto, evidenziando le conclusioni.
 
Il tecnico “diagnosta” deve garantire informazioni e una corretta applicazione delle norme disponibili, ricordandosi del fatto che la valutazione dei sistemi edificio-impianto è subordinata agli standard di calcolo e ad autonome correzioni che derivano dalle informazioni acquisite e da esperienza e capacità.
 
In base a quanto detto emerge quindi la fondamentale differenza rispetto alla certificazione energetica, che si riferisce invece a condizioni di clima e di uso convenzionali e che ha lo scopo di fornire all’utente finale – spesso non esperto in materia – informazioni sulla qualità energetica degli immobili e strumenti di chiara e immediata comprensione.
 
La diagnosi, invece, è l’attività attraverso cui vengono ricercati e valutati gli interventi in modo che i tecnici possano individuare e progettare le soluzioni più efficaci contribuendo quindi a qualificare il lavoro dei tecnici.
 
Considerare anche le condizioni climatiche e ambientali, il comportamento e le attività degli utenti ed il livello produttivo resta comunque fondamentale: servono infatti appositi “fattori di aggiustamento”, intesi come grandezze quantificabili che influenzano il consumo energetico utilizzate per normalizzare e confrontare in modo omogeneo il consumo, periodo per periodo.
 
Tra questi è necessario prestare particolare attenzione a:
 
– condizioni climatiche;
– modalità di funzionamento dell’impianto;
– comportamento dell’utente.
 
Ne consegue la necessità di un approccio specialistico e, per quanto possibile, di carattere dinamico.