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Dipendente pubblico & amministratore, è possibile?

 

 
La sentenza n. 10599/2019 del Tar Lazio ribadisce che un dipendente pubblico non può svolgere un doppio lavoro (nel caso specifico amministratore di condominio) a meno che non sia appositamente autorizzato dall’Ente per cui lavora.
 

I fatti in breve

 
Un dipendente ministeriale, tra il 2000 ed il 2001, ha svolto  il ruolo di amministratore di condominio e, successivamente, a causa di alcuni accertamenti della Guardia di Finanza gli è stato chiesto di versare al Ministero le somme guadagnate come amministratore poiché costituenti compensi illeciti per lo svolgimento di una doppia attività, senza la previa autorizzazione dell’Ente pubblico.
 
Il dipendete ha però impugnato le note della Guardia di Finanza chiedendo al Tar di trattenere le somme poiché:

l’occasionalità di tale attività sarebbe dimostrata dal fatto che l’attività d’ufficio non ne avrebbe mai risentito e che i compensi percepiti sarebbero di ammontare non significativo e riferibili al mero ristoro delle spese sostenute.

Il Ministero per cui l’uomo lavora e la Guardia di Finanza, costituitisi in giudizio, hanno chiesto il rigetto del ricorso.
 

La decisione del Tar

 
Per il Tar il ricorso è infondato e deve essere respinto.
 
Infatti, secondo l’art. 60 dpr n. 3/57  afferma che:
 

“l’impiegato non può esercitare il commercio, l’industria, né alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società o enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all’uopo intervenuta l’autorizzazione del Ministro competente”
 
l’art. 58 dlgs n. 29/93, come modificato dall’art. 26 dlgs n. 80/98, e 53 dlgs n. 165/01 i quali richiedono l’autorizzazione dell’ente di appartenenza per lo svolgimento di attività non comprese nei compiti e doveri d’ufficio
 
 
l’art. 1 comma 60 della legge n. 662/96 il quale prevede che, al di fuori dei rapporti di lavoro a tempo parziale, “al personale è fatto divieto di svolgere qualsiasi altra attività di lavoro subordinato o autonomo tranne che la legge o altra fonte normativa ne prevedano l’autorizzazione rilasciata dall’amministrazione di appartenenza e l’autorizzazione sia stata concessa”.

La natura occasionale e saltuaria dell’attività di amministrazione di condominio svolta dal ricorrente non assume quindi rilevanza ai fini dell’accoglimento del ricorso in quanto concerne, al più, il profilo della possibile autorizzabilità dell’attività stessa, ma non influisce sulla necessità dell’autorizzazione da parte dell’amministrazione di appartenenza che è specificamente prescritta dalla normativa applicabile alla fattispecie.
 
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