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Bonus ristrutturazione 2018: spetta anche al convivente more uxorio!

 

 
Il convivente può beneficiare della detrazione Irpef del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia: a chiarirlo l’Agenzia delle Entrate attraverso la posta di FiscoOggi.
 
Detrazioni fiscali per il convivente
 
L’Agenzia ha ricordato che il bonus ristrutturazione spetta anche al convivente more uxorio del possessore o detentore dell’immobile, anche in assenza di un contratto di comodato.
 
La disponibilità dell’immobile da parte del convivente risulta, infatti, insita nella convivenza che si esplica ai sensi della Legge 76/2016 (legge Cirinnà). Ne consegue che il convivente more uxorio che sostiene le spese ha diritto a fruire della detrazione al pari dei familiari conviventi.
 
Il convivente, inoltre, può beneficiare della detrazione anche per le spese sostenute per interventi effettuati su una delle abitazioni nelle quali si esplica il rapporto di convivenza, anche se diversa dall’abitazione principale della coppia.
 
Per l’accertamento della “stabile convivenza”, la legge Cirinnà richiama, infatti, il concetto di famiglia anagrafica (cfr Dpr 223/1989): ne consegue che tale status può risultare dai registri anagrafici o essere oggetto di autocertificazione.
 
Bonus ristrutturazioni 2018: cosa prevede
 
Grazie al bonus ristrutturazione è possibile detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2018, con un limite massimo di 96mila euro, per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici condominiali. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
 
Sono detraibili le spese sostenute per lavori di: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.
 
Quando gli interventi di ristrutturazione sono realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%.
 
I pagamenti devono avvenire con bonifico bancario o postale da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o il numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.
 
Oltre alle spese per i lavori, sono incentivate anche quelle per la progettazione, l’acquisto dei materiali, la gestione delle pratiche, le perizie e gli oneri di urbanizzazione.